In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
A cura di Don Pasquale Somma:
«Non sia turbato il vostro cuore». Con questa calda e profonda esortazione, Gesù invita i discepoli, ai quali ha appena lavato i piedi, a non lasciarsi sorprendere dalla tentazione dello sconforto e del dubbio. È una questione di fede nel Padre e nel Figlio: nel cuore della Trinità non ci sono confini, né separazioni, ma ogni cosa è condivisa nell’amore indivisibile che è lo Spirito Santo.
Non siamo lasciati soli, abbandonati al nostro destino, siamo nel cuore di Dio che vuole che dimoriamo con lui anche dopo la nostra morte. L’eternità è già cominciata per ognuno, ma è solo dopo il nostro percorso che potremo fiorire, liberarci dal nostro bozzolo e volare come farfalle.
«Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore», per questo Gesù può assicurare ai suoi e, attraverso di loro, a noi tutti la certezza di poter dimorare, un giorno, presso questa abitazione collocata nella Trinità. Ma è necessario che il Figlio prepari questo posto per ciascuno di noi: lungi da noi, quindi, ritenere che siano i nostri sforzi, per quanto lodevoli, devoti e riusciti, a garantirci l’accesso alle dimore eterne. Il desiderio del Padre e del Figlio è che nessuno si smarrisca lungo il cammino, ma che, sorretti e guidati dallo Spirito Santo, ognuno accolga la possibilità di rimanere in Lui per l’eternità. Ma per arrivare a questa soglia – che in questo anno giubilare è rappresentata dalla Porta Santa – è necessario conoscere la via.
Lo smarrimento espresso da Tommaso è quello che, in certe circostanze, affiora anche nel nostro intimo «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gesù è la strada che conduce a Dio e a noi stessi. Imitando il Signore, ascoltando le sue parole, mettendoci alla luce della sua presenza facciamo esperienza di Dio ma, anche, alla sua luce scopriamo la nostra identità profonda. La Verità: in questi tempi in cui tutto è opinione e nulla è certo (eccetto il fatto che nulla è certo!), i discepoli continuano ad affermare che esiste una verità oggettiva e questa verità non è un insieme di dottrine da imparare ma un volto, quello del Signore Gesù. La vita: la fede ci permette di scoprire la vita vera che non è solo l’esistere ma l’amare…