31 maggio
Ogni mese di maggio si conclude con la festa di Maria che visita Elisabetta. Questo avviene per sottolineare, in maniera indelebile, che l’essere diventata madre di Dio non è per lei un’onorificenza di cui pregiarsi, un servizio prolungato, umile e concreto che le permette, pero’, di cantare il Magnificat: un inno che esprime la consapevolezza che Dio compie grandi cose non solo in lei, ma in ogni persona che, lasciandosi guidare dalla sua Parola, può godere e donare gioia vera!
Fioretto: mi impegno a prolungare per quanto più tempo possibile gli “effetti” del mese di maggio, scegliendo i fioretti che più mi hanno aiutato a somigliare a Maria.
Giaculatoria: Maria, madre del servizio gioioso, prega per noi.
30 maggio
Il brano della guarigione del cieco che vede di nuovo ci offre l’opportunità di comprendere il perché abbiamo fatto l’esperienza intensa ed impegnativa del mese di maggio: rileggere con occhi rinnovati la nostra testimonianza di fede e renderla più autentica a partire dalla consapevolezza, che ci viene ricordata dalla prima lettura tratta dalla Prima lettera di Pietro, di essere “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”.
Fioretto: aprire gli occhi sulla dimensione più problematica della fede in Gesù, quella che oscura di più l’autenticità della testimonianza cristiana e chiedere a Dio, per intercessione di Maria, che da negatività diventi opportunità di crescita per il discepolato.
Giaculatoria: Maria, madre degli occhi nuovi, prega per noi.
29 maggio
“Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore”.
Gesù ci ricorda che la vita non è l’ambizione di gestire il potere, ma il coraggio di mettersi al servizio.
Chi ha mire di comando, spesso va in competizione e gli altri diventano persone da scavalcare e, qualche volta, perfino da distruggere…
Chi, invece, dona un servizio lo fa per grandezza di cuore e questo mostra tutta la differenza dei discepoli di Gesù…
Fioretto: oggi partecipo, con un gesto concreto, ad un progetto di bene che si occupa dei più fragili
Giaculatoria: Maria, madre del servizio, prega per noi.
28 maggio
Gesù oggi ci ricorda che chi lo segue nella libertà più autentica, non solo non manca del necessario, ma gode di “cento volte tanto” a tutti i livelli!!!
Fioretto: ringrazio il Signore per tutte le persone che, in suo nome, hanno arricchito la mia vita di beni innumerevoli.
Giaculatoria: Maria, madre dei doni, prega per noi.
27 maggio
Il Signore oggi ci ricorda la dimensione radicale per essere suoi discepoli: la libertà.
Il tale che gli chiede cosa fare per ereditare la vita eterna e’ una persona che già osserva tutti i comandamenti. Ma lo fa come un obbligo da assolvere e non per scelta veramente libera.
E’ dipendente dai suoi beni e questo lo rende schiavo. Perciò è triste…
Fioretto: Mi chiedo: quanto le mie scelte sono veramente libere e disinteressate?
Giaculatoria: Maria, madre della libertà, prega per noi.
26 maggio
La solennità della Santissima Trinità ci consente di riscoprire la bellezza di una relazione straordinaria, grazie alla quale Dio Padre e Dio Figlio, amandosi, danno vita allo Spirito Santo.
E questo dono, invece di tenerselo per sé, lo mettono a disposizione dell’umanità perché, nella libertà, lo utilizzi per rendere i propri rapporti divini, ricchi d’amore vero, duraturo, gratuito!
Oggi, con maggiore consapevolezza, cogliamo questa grandissima opportunità!!!
Fioretto: ricordo la persona che più di ogni altra persona mi ha testimoniato l’amore di Dio.
Giaculatoria: Maria, testimone dell’amore trinitario prega per noi.
25 maggio
L’invito di oggi è di mettere al centro della nostra attenzione i bambini, non perché debbano diventare ancora di più “i re della casa” (come ordinariamente avviene), ma perché occorre dedicare loro tempo per conoscere a fondo le loro capacità e così abilitarli ad affrontare al meglio le situazioni della quotidianità.
Così hanno fatto Maria e Giuseppe con Gesù, che è cresciuto in “sapienza, età e grazia”.
Fioretto: preparo un pacchetto-regalo all’interno del quale scrivo una qualità di un bambino che conosco e glielo dono perché possa sviluppare questa sua capacità.
Giaculatoria: Maria, madre dei bambini, prega per noi.
24 maggio
Oggi la Parola del Vangelo ci propone di riflettere sulla tema della famiglia. C’è una connessione profonda con il fioretto di ieri che ci invitava alla riconoscenza.
L’atteggiamento della gratitudine, infatti, è fondamentale all’interno del nucleo familiare perché è il riconoscimento di essere tutti reciprocamente un dono.
Al contrario, quando e’ la pretesa a muovere tutto, il clima diventa pesante, esasperante, irrespirabile… distruttivo…
Fioretto: mi impegno a far crescere l’intesa, la comunicazione, il perdono, la comunione all’interno della mia famiglia e prego per le famiglie sconquassate, dilaniate, divise da incomprensioni, rancori, litigi perché possano trovare uno spiraglio di speranza.
Giaculatoria: Maria, madre della Chiesa, prega per noi.
23 maggio
Oggi cambiamo prospettiva. Ci posizioniamo dalla parte di chi riceve perché, assicura Gesù, “chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa”.
La prima ricompensa per chi ci dona gesti carichi di vita è la nostra capacità di accoglierli ed esserne riconoscenti…
Fioretto: esprimere riconoscenza ad una persona che ci ha dissetato “dentro”.
Giaculatoria: Maria, madre della gratitudine, prega per noi.
22 maggio
Giacomo, nella prima lettura, afferma: “Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato”.
L’omissione, le belle parole, i ragionamenti astratti non sono contemplati dalla fede cristiana.
La concretezza del bene e’ ciò che realizza ogni aspirazione umana, tanto che Gesù ribadisce che chiunque fa il bene “non è contro di noi, ma per noi”, contribuisce ad impiantare il Regno di Dio che è pace, amore, giustizia per ogni essere umano.
Fioretto: chiediamo al Signore di allargare i nostri orizzonti per riconoscere che ogni gesto di bene è una concretizzazione del progetto di Dio.
Giaculatoria: Maria, madre del mondo, prega per noi.
21 maggio
La parola di Dio di oggi ci invita a fare tesoro del percorso fatto nel tempo pasquale, a vivere con maggiore autenticità la testimonianza della nostra fede non ricercando l’affermazione egocentrica di noi stessi, che ci rende sempre insoddisfatti, ma mettendoci al servizio come il Signore Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire. Questa di essere un dono per gli altri è la vera dimensione che ci appaga, facendoci sperimentare la gioia del Vangelo.
Fioretto: ricordo un’esperienza di servizio che mi ha fatto particolarmente gioire.
Giaculatoria: Maria, madre del servizio, prega per noi
20 maggio
Oggi celebriamo Maria madre della Chiesa. L’evangelista Giovanni ci fa meditare il doppio affidamento, voluto da Gesù. Egli chiede a Giovanni di prendere con sé sua madre e a Maria di accogliere il discepolo prediletto. Tutto ciò avviene sotto la croce. Tra i molteplici significati, sottolineiamo quello che nei momenti di dolore, di sofferenza, di disperazione Maria e Giovanni, garantendo la loro perenne intercessione, ci invitano a essere consolatori gli uni degli altri perché ciascuno di noi si porta dentro ferite, lacrime e angosce. La Chiesa è il popolo che riconosce, come dice Papa Francesco, nella carne sofferente delle persone il volto di Cristo.
Fioretto: da oggi mi dedico ad una persona particolarmente in difficoltà, chiusa in sé stessa per un dolore acuto, e cerco, per Grazia di Dio e con l’aiuto di Maria, di ridonarle speranza.
Giaculatoria: Maria, madre della Chiesa, prega per noi.
19 maggio
La Pentecoste è la festa degli occhi aperti, di chi si accorge di se stesso e vive da protagonista, di chi è attento ad ogni situazione e sceglie di impegnarsi per il bene; di chi è consapevole che verità di Dio è una dimensione concreta, resa evidente dai frutti dello Spirito Santo: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Chiediamo al Signore di riempirci del suo Spirito per il bene del mondo intero…
Fioretto: oggi festeggio la mia appartenenza alla Chiesa decidendo di avere sempre occhi aperti!
Giaculatoria: Maria, madre della Chiesa, prega per noi.
18 maggio
L’evangelista Giovanni sostiene che se avesse voluto scrivere le cose fatte da Gesù il mondo non sarebbe capace di contenerne i libri. Sembra un’esagerazione! In realtà ciò vale per ognuno di noi, se non sciupiamo gli attimi della nostra esistenza, vivendoli da protagonisti!
Fioretto: ricordiamo gli accadimenti della nostra vita fino a questo momento, soprattutto quelli in cui abbiamo sperimentato la misericordia di Dio. Ci accorgeremo che impiegheremo molto tempo, tante sono le situazioni che ci hanno coinvolto che, se dovessimo scriverle, occorrerebbero molti testi…
Giaculatoria: Maria, madre della storia, prega per noi
17 maggio
Gesù risorto chiede a Pietro se lo ama più di tutti gli altri. Pietro gli risponde che gli vuole bene. Così il Signore glielo chiede di nuovo, ottenendo la stessa risposta. Quando gli viene chiesto per la terza volta, allora aggiunge: “tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene”. In quel tutto Pietro racchiude anche tutti i suoi fallimenti, tradimenti, rinnegamenti…
Tuttavia scopre che le domande non gli erano state poste per inchiodarlo spalle al muro, ma perché potesse sperimentare la misericordia di Dio e finalmente essere capace di diventare discepolo…
Fioretto: guardo in faccia il mio peccato più grande e invoco la misericordia di Dio perché, invece di sentirmi in colpa, possa considerarlo un’occasione di crescita nella fede.
Giaculatoria: Maria, madre di misericordia, prega per noi.
16 maggio
“Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;
perché tutti siano una sola cosa”.
Oggi Gesù ci mostra il suo cuore grande. La sua non è un’amicizia acerba, possessiva, esclusiva: è aperta a tutti!
Questo ci fa capire due dimensioni fondamentali:
La prima e’ che anche i nostri orizzonti devono allargarsi quanto più è possibile… sino all’infinito!
La seconda è che la Chiesa non è mai un club, un’élite, un gruppo per pochi eletti, ma è una Comunità aperta ad ogni persona perché si compia la volontà del Signore, vale a dire che “tutti siano una cosa sola “.
Fioretto: riallaccio i contatti con una persona lontana, anche da Dio, per farle avvertire il calore della testimonianza di fede, comunicandole che l’amore del Signore è sempre disponibile nel rispetto della sua libertà.
Giaculatoria: Maria, madre di tutti, prega per noi.
15 maggio
Gesù ci ricorda come cura l’amicizia: chiede al Padre di custodire gli amici e proteggerli dal Maligno.
Si fa scudo contro le negatività e custodisce, come l’oro in uno scrigno, la preziosità degli amici perché nessuno si perda.
Fioretto: preghiamo per i nostri amici e consoliamo quelli che in questo periodo vivono in mezzo alle difficoltà.
Giaculatoria: Maria, madre dell’amicizia, prega per noi
14 maggio
Gesù sceglie l’amicizia come valore grazie al quale è possibile sperimentare l’altissimo spessore della fede.
Fioretto: ringrazio Dio del mio amico del cuore, vera ricchezza della vita.
Giaculatoria: Maria madre dell’amicizia, prega per noi.
13 maggio
Oggi il Signore chiarisce il motivo della sua missione in questo mondo: “Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me”.
Gesù ci dona la pace. Non solo non è un compromesso, un trattato, una tregua, una fragile intesa a tempo determinato, come avviene tra le nazioni, ma è la certezza che pur in mezzo alle tribolazioni, noi possiamo avere fiducia in lui che ha vinto ogni negatività! Questo atteggiamento ci rende costruttori di pace, infaticabili collaboratori di Dio.
Fioretto: raggiungo una persona con la quale i rapporti si sono incrinati e faccio pace!
Giaculatoria: Maria, madre della pace, prega noi e per il mondo intero.
12 maggio: solennità dell’Ascensione e festa della mamma
Oggi prendiamo un ascensore particolare che ha un tasto incorporato. Pigiandolo ci fa arrivare fino al cielo, ma una volta giunti lassù, immediatamente ci fa tornare sulla terra per sbrigare da discepoli di Gesù le faccende quotidiane. L’esperienza di preghiera di Dio ci manda a testimoniare la fede vivendo rapporti di comunione, (scacciare i demoni) inventandoci creativamente nuovi linguaggi per rendere inoffensive le situazioni distruttive (i serpenti) e i pericoli di morte (i veleni) che sono sempre in agguato…
E’ necessario farci accompagnare da Maria e da tutte le mamme che non si arrendono mai e con la loro tenacia danno speranza al mondo.
Fioretto: diamo una carezza alle mamme, nel giorno della loro festa
Gaculatoria: Maria, madre nostra, prega per noi
11 maggio
Oggi siamo invitati a chiedere al Padre nel nome di Gesù.
Questa “precisazione” ci aiuta a comprendere di nuovo che la nostra preghiera va indirizzata a Dio Padre, nel nome del Figlio Gesù Cristo per opera dello Spirito Santo e per intercessione di Maria e dei santi con l’obiettivo di prendere parte del “circuito” divino d’amore.
Fioretto: scrivere una preghiera al Padre per essere un segno del suo amore
Giaculatoria: Maria, madre di preghiera, prega per noi
10 maggio
In questo lungo discorso di addio Gesù incoraggia i suoi discepoli con la più semplice delle immagini: le doglie del parto. E’ un’immagine fortissima, potente, che illumina, che rasserena, che svela, che consola.
Viviamo come dentro un grembo materno: la mia vita, la realtà, è come nascosta in un utero. Come il feto è già un uomo ma non lo è ancora, così quello che viviamo è già orientato alla pienezza ma non lo è ancora del tutto. E il dolore che il mondo vive, le ingiustizie, le incomprensioni, i dolori che io vivo sono come le doglie del travaglio di un parto.
La realtà è fuori da questo grembo che è la terra e la storia che stiamo vivendo ed è in continuità con quanto abbiamo vissuto, così come il feto è già l’uomo che diventerà. Ma come una madre, una volta partorito, non si ricorda dei dolori per la gioia della nascita di una vita, così camminiamo verso un futuro pieno di luce e di armonia e, se lo vogliamo, contribuiamo a costruirlo.
Perciò Maria è per noi un riferimento indispensabile, perché è la mamma del Figlio di Dio: conosce per esperienza diretta il dolore, le sofferenze e le lacrime, ma le ha affrontate con la certezza che non sono l’ultimo stadio della vita; sono un parto che provoca una gioia talmente profonda, da non far ricordare più nessun dolore.
Fioretto: le mamme raccontino ai figli le doglie del parto. Chi non lo è si faccia raccontare la stessa esperienza da una mamma
Giaculatoria: Maria, madre della vita gioiosa, prega per noi
9 maggio
Il Vangelo di oggi ci invita a considerare la gioia cristiana. Papa Francesco afferma che essa “è il respiro del cristiano. Un cristiano che non è gioioso nel cuore non è un buon cristiano. È il respiro, il modo di esprimersi del cristiano. La gioia. Non è una cosa che si compra o il frutto di uno sforzo. No, è un frutto dello Spirito Santo. Quello che fa la gioia nel cuore è lo Spirito Santo. La gioia non è vivere di risata in risata. No, non è quello. La gioia non è essere divertente. No, non è quello. È un’altra cosa. La gioia cristiana è la pace, la pace che c’è nelle radici, la pace del cuore, la pace che soltanto Dio ci può dare. Questa è la gioia cristiana. Non è facile custodire questa gioia. C’è un’inquietudine buona, ma c’è un’altra che non è buona, quella di cercare le sicurezze dappertutto, quella di cercare il piacere dappertutto. La gioia, la consolazione, il nostro respiro di cristiani”.
Fioretto: faccio una verifica: sono un vero discepolo di Gesù. Godo della gioia cristiana?
Giaculatoria: Maria, madre della vera gioia, prega per noi
8 maggio
Il Vangelo di san Giovanni ci presenta un brano del lungo discorso di addio, pronunciato da Gesù poco prima della sua passione. In questo discorso Egli spiega ai discepoli le verità più profonde che lo riguardano; e così viene delineato il rapporto tra Gesù, il Padre e lo Spirito. Gesù sa di essere vicino alla realizzazione del disegno del Padre, che si compirà con la sua morte e risurrezione; per questo vuole assicurare ai suoi che non li abbandonerà, perché la sua missione sarà prolungata dallo Spirito Santo. Ci sarà lo Spirito a prolungare la missione di Gesù, cioè a guidare la Chiesa avanti. Gesù rivela in che cosa consiste questa missione. Anzitutto lo Spirito ci guida a capire le molte cose che Gesù stesso ha ancora da dire (cfr Gv 16,12). Non si tratta di dottrine nuove o speciali, ma di una piena comprensione di tutto ciò che il Figlio ha udito dal Padre e che ha fatto conoscere ai discepoli (cfr v. 15).
Si tratta di entrare nel mistero di Dio, vale a dire di partecipare al suo progetto, di “prendere un po’ di Vangelo” e condividerlo.
La preghiera del Santo Rosario ha questo significato: non è la ripetizione in serie di un Ave Maria, ma è meditare i misteri, cioè i momenti della vita del Figlio, che rivela il progetto del Padre con la forza dello Spirito Santo.
Maria intercede per noi perché ci lasciamo guidare dallo Spirito nelle situazioni di vita con uno sguardo rivolto a Gesù e, al tempo stesso, aperto agli eventi e al futuro. Egli ci aiuta a camminare nella storia saldamente radicati nel Vangelo e anche con dinamica fedeltà alle nostre tradizioni e consuetudini.
Fioretto: raccontare il brano di Vangelo che ci sta più a cuore ad una persona che ha bisogno di essere incoraggiata
Giaculatoria: Maria del Rosario, prega per noi
7 maggio
Il Vangelo di oggi riporta questo passaggio: “È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”.
Papa Francesco lo spiega così: “Anche in questo si vede l’amore di Gesù per noi: la sua è una presenza che non vuole limitare la nostra libertà. Al contrario, fa spazio a noi, perché il vero amore genera sempre una vicinanza che non schiaccia, non è possessivo, è vicino ma non possessivo; anzi, il vero amore ci rende protagonisti”.
Fioretto: Da oggi in poi mi impegno ad essere un vero educatore: abilitare le persone che incontro vivere da protagonisti, senza dover dipendere da niente e da nessuno.
Giaculatoria: Maria, madre della libertà, prega per noi.
6 maggio
La parola di Gesù che oggi è proposta dalla liturgia riguarda lo Spirito Santo: “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza”.
L’essere coccolati da Dio, l’essere presi in braccio da Maria, la meditazione silenziosa, la preghiera di adorazione non è mai la fuga dalla realtà che abitiamo. Gli incontri con la misericordia di Dio, la tenerezza di Maria sono aiuti indispensabili per consolare, per essere accanto a chi è solo per mille ragioni…
Il mio papà, quando ero ragazzo, mi ha insegnato un detto antico (e sempre nuovo…): la verità è la carità!
Lo Spirito Santo ci fa comprendere che sono i gesti di consolazione solidale ad annunciare la verità della nostra fede!
Fioretto: oggi vivo un’esperienza di consolazione visitando una persona sola.
Giaculatoria: Maria, madre della consolazione, prega per noi.
5 maggio
Oggi la parola chiave e’ rimanere. Stare stabilmente. Lasciarsi coccolare dall’amore di Dio. Stare in braccio alla nostra mamma del cielo. Questo ci infonde la sicurezza di essere in grado di amare come Gesù ci ama!
E’ la strategia necessaria per vivere bene anche con fioretti dei giorni precedenti…
Fioretto: concedersi un tempo prolungato di silenzio, di adorazione per meditare la grandezza del dono di essere amati perennemente da Dio.
Giaculatoria: Maria, madre dell’amore, prega per noi.
4 maggio
In questo tempo pasquale stiamo leggendo il Vangelo di Giovanni. Il brano di oggi fa riferimento alla parola “mondo”, che vuol dire male, negatività, tenebra…
Gesù dice: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me”. Egli chiarisce che c’è sempre, come ai tempi della Comunità dell’evangelista, una persecuzione in atto nei confronti della fede. Si tratta della tentazione di credere che il male ha la meglio! Nel nostro contesto non ci sono persecuzioni cruente, come in altre parti del mondo, ma in maniera subdola ogni giorno ci viene proposto di vivere in superficie, accontentandoci di godere di piaceri effimeri che lasciano l’amaro in bocca ed il vuoto “dentro”…
Scegliamo di perseverare nella via del bene, dell’amore vero.
Chiediamo a Maria di imitare le sue virtù!
Fioretto: mi impegno a rinunciare alle insidie che il “mondo” mi propone.
Giaculatoria: Maria, madre della perseveranza, prega per me.
3 maggio
Oggi Gesù afferma: “Io sono nel Padre ed il Padre è in me… se non altro credetelo per le opere che io compio”.
C’è un impasto delle persone divine, nel quale è immischiata Maria e tutti i santi e noi siamo invitati gratuitamente a gustarne il frutto poi perché poi, dai gesti che compiamo, traspaia la nostra fede in Dio.
Maria è modello della concretezza della fede. I suoi “si a Dio” sono diventati fatti eloquenti di bene! E’ bello pensare che siamo inseriti nel suo impasto quotidiano per alimentare la speranza dell’umanità!!!
Fioretto: compiere un gesto d’amore gratuito come segno di testimonianza di fede.
Giaculatoria: Maria madre dell’amore gratuito, prega per noi
2 maggio
Ieri abbiamo iniziato il mese di maggio celebrando la festa di San Giuseppe lavoratore quasi a voler significare che Maria si è impegnata a vivere la sua maternità e educare il suo figlio Gesù con la necessaria partecipazione di San Giuseppe. Questo nostro mese di maggio sarà laborioso, un impegno forte per riscoprire che Maria è generatrice di speranza!
Oggi il Vangelo ci ricorda che l’obiettivo di Gesù è quello che “la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.
La Madonna, come ogni mamma premurosa e attenta, desidera collaborare a che noi viviamo di questa gioia profonda. E in mezzo alle difficoltà quotidiane possiamo avere la certezza di non essere mai soli.
Il fioretto per la giornata di domani: essere pure noi capaci di provocare gioia nella vita di una persona che sappiamo in questo momento essere in difficoltà, garantire forza interiore con la nostra presenza disponibile per trasformare le sue lacrime in motivo di gioia profonda.
Giaculatoria: Maria generatrice di gioia prega per noi