E’ nu juorn buon!

Pubblicato giorno 2 aprile 2015 - Attività dei Giovani

Papa Francesco in visita a Napoli

Papa Francesco a Napoli

Molti lo aspettavano da tempo questo momento,altri si sono fatti contagiare dall’attesa ma finalmente è arrivato il giorno…Il Papa è venuto ad abbracciare Napoli.Ci aspettavamo tanto da lui, un segno e una parola che ci aiuti a rinascere a vita nuova. E il cambiamento arriva repentino…la mattina i ritardatari arrivano puntuali, il treno delle 9:27 passa e ci sediamo tranquillamente, all’arrivo ci regalano i biglietti commemorativi del Papa e riusciamo ad arrivare all’incontro quasi per primi. E’ nu juorn buon…sta mattina s’è scetat o Sol e Rocco Hunt non c’è, ma noi aspettiamo Francesco! Il Sole ci bacia, ci accarezza, ci coccola…non mancano però commenti come: “Sto murenn ro’ cald!”. Ma noi resistiamo anche se disidratati, dobbiamo difendere le postazioni per vedere Francesco. Da lontano spunta un talentuoso chitarrista inglese, lo circondano un gruppo di ragazzi del RNS e…si comincia! Ben presto un folto gruppo di ragazzi si mette in cerchio e comincia a pregare ballando e cantando. L’euforia è tale che anche una suora giovanissima vestita di blu si aggrega e lei non è di clausura…

Purtroppo mentre ci divertiamo la parola: “Gli ultimi saranno i primi” si materializza e gli ultimi arrivati cominciano a diventare i primi. Dopo la “schola do samba” arriva l’ora di mangiare…panini e frittatine di pasta sono il “must”, arriva anche l’acqua gratis e per le strade non passa una macchina, il Papa sta facendo già miracoli. Nel frattempo gli ultimi diventano sempre più primi e due simpatici ragazzi si allontanano dal gruppo per andare a pattinare. Un coro di sospiri accoglie un soffio di vento e una nuvola che per un po’ copre il Sole. Il tempo sembra non passare più, ma quando viene il Papa? Falsi avvistamenti aumentano l’euforia  delle persone quando all’improvviso ecco uscire la Papa mobile di corsa dalla strada, non è il solito giro a cui Papa Francesco ci ha abituati…poverino è stanco e ha deciso di accelerare un po’ i tempi. La sua presenza però si fa sentire e appena prende la parola il silenzio piomba alla rotonda Diaz: “Silenzio,sta parlando,ascoltiamo…shhh!”.

Tratto da: “Il Papa a giovani e famiglie: la teoria gender è un errore” di  www.toscanaoggi.it

«Il nostro Dio è il Dio delle parole, il Dio dei gesti, il Dio dei silenzi». Ha spiegato il Papa, rispondendo alla domanda di un giovane. «Pensate ai grandi silenzi della Bibbia», le parole di Francesco: «Per esempio il silenzio nel cuore di Abramo, quando non osava dire qualcosa al figlio, che non era uno sciocco, capiva che qualcosa c’era». «Ma il grande silenzio di Dio è stata la Croce», ha proseguito il Papa, «dove Gesù ha sentito il silenzio del Padre, fino a chiamarlo abbandono. Il nostro è anche un Dio dei silenzi, e non si possono spiegare se non guardando il Crocifisso». «Il dolore dei bambini, ad esempio: perché soffrono i bambini? È uno dei grandi silenzi di Dio. Dio ci ha creato per essere felici, ma tante volte tace».«Se lei ha 95 anni, io sono Napoleone!». Con queste parole scherzose il Papa si è rivolto ad Erminia, che alla rotonda Diaz sul lungomare Caracciolo le ha rivolto la seconda domanda durante l’incontro con i giovani e le famiglie: «Complimenti come li porta!». «Scartare è diventata una parola chiave, e gli anziani vengono scartati, perché questa società quello che non è utile lo butta», la denuncia del Papa: «I bambini non sono utili, perché avere bambini? Meglio non averli, con un gatto e un cane mi arrangio. E quanta gente preferisce scartare i bambini. Si scartano i bambini, si scartano gli anziani. Noi anziani abbiamo degli acciacchi, portiamo un po’ i problemi agli altri e la gente ci scarta, c’è questa abitudine di farli morire. La miglior medicina per vivere a lungo è l’affetto. Tutti abbiamo bisogno di questa medicina», ha detto il Papa che ha denunciato anche quella «eutanasia nascosta» che consiste nel «non darti le medicine, le cure, farti fare una vita triste, e così si muore».«Non è una novità: i giovani non vogliono sposarsi, preferiscono convivere. Non è una cosa di moda sposarsi oggi», ha detto il Papa, rispondendo all’ultima domanda che una famiglia gli ha posto. Francesco ha denunciato ancora una volta la «colonizzazione ideologica sulla famiglia» e ha definito la teoria del gender «uno sbaglio della mente umana, che fa tanta confusione, e così la famiglia è sotto attacco». Quanto alla preparazione al matrimonio, «non è la cosa di un corso, come un corso di lingue, diventare sposi in otto lezioni». «Devi cominciare da casa – la proposta del Papa – dagli amici, dalla gioventù, dal fidanzamento, che ha perso il senso sacro del rispetto. Fidanzamento e convivenza sono quasi la stessa cosa. Come prepararsi, allora, a un sacramento? È come un frutto, che matura». Nel matrimonio, poi, «l’io non è molto valido, è il noi. La gioia in due è tre volte gioia, il dolore in due è metà dolore».

E poi ci saluta cosi augurandoci il meglio e raccomandandoci di pregare per lui: “A maronn v’ accumpagna”, un saluto così caloroso che non poteva non far esplodere un bellissimo applauso. E così mentre salutiamo il Papa cantando “O sole mio”, i maratoneti inseguono la Papa-mobile perchè pur di salutarlo sarebbero disposti a tutto. Buon per lui,alla fine si è preso una pizza al volo e un casco.

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Viva il Papa