Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi
guariranno».
Riflessione a cura di Don Pasquale Somma:
Saulo-Paolo non è un uomo remissivo, che accetta facilmente il parere degli altri; non è un moderato, che preferisce i compromessi agli scontri frontali; non è un uomo schivo, che si trattiene dal frequentare il prossimo per orgoglio o per timidezza; non si accontenta di credere genericamente in Dio, perché si affaccerà al balcone più alto della teologia e della spiritualità cristiana. Paolo è un operaio del Vangelo. Anche se il primo pagano è stato battezzato da Pietro, è di Paolo il merito di svincolare la giovane Chiesa cristiana dalle ristrettezze dell’ambiente palestinese. Grazie a lui la Chiesa diventa “cattolica”, cioè universale. «[…] all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”» (At 9,3). Fu in quel preciso istante che la vita di Saulo si “converte” radicalmente. Da persecutore dei discepoli di Gesù, egli si trasforma in annunciatore appassionato della Buona Novella. La sua non è una conversione “morale” bensì “teologica”. Egli, infatti, non viveva prima in modo dissoluto o moralmente reprensibile, anzi, era un rigorosissimo osservante della Torah e un appassionato credente in Dio. Ma da quel giorno sulla via di Damasco cambia totalmente la sua “idea” di Dio e, di conseguenza, il suo modo d’essere e di vivere da credente, nel mondo. Quel Saulo che aveva assistito alla lapidazione di Stefano e con furioso fanatico zelo aveva perseguitato i cristiani, viene conquistato da Cristo e rimane per sempre affascinato dal mistero della Croce, sulla quale i Giudei come lui avevano inchiodato Gesù. È la vendetta dell’Amore! In Saulo, il viaggio diviene caduta, sbilanciamento, accecamento rigenerante che prepara il rialzamento, schiude il cuore alla novità e germoglia in un nuovo modo di vedere. «Cadendo a terra udì una voce» (At 9,4): solo cadendo a terra, ode la voce. C’è il bagliore della luce che illumina l’intimità del cuore, ma occorre il silenzio che si apre all’ascolto.